Scuola, presidi: “Nostra stima è del 50% di classi in Dad” – Il Fatto Quotidiano

“La nostra stima è che ci sia il 50% delle classi in Dad”. Il governo ha spinto per confermare il rientro a scuola in presenza dopo le vacanze di Natale, ma secondo i presidi dopo una settimana di lezioni circa un alunno su due è già tornato a seguire i docenti da remoto. Si tratta di valutazioni a spanne, come ammette lo stesso Antonello Giannelli, presidente di Anp, associazione nazionale presidi, ai microfoni di Radio 24: “Ora aspettiamo i dati ufficiali“. Il ministero dell’Istruzione infatti deve pubblicare a breve i numeri aggiornati della Dad. Dati che servono soprattutto per capire se la scelta di tornare in presenza nonostante il boom di positivi sia stata efficace o sia stata di fatto vanificata da isolamenti e quarantene.

“Ancora una volta il presidente dell’associazione nazionale dei presidi dà dei dati. Noi abbiamo i dati, li stiamo elaborando, li daremo quanto prima e saranno i dati ufficiali“, è la secca replica del ministro Patrizio Bianchi. Mercoledì “sarò in commissione alla Camera e lì sicuramente ci saranno i dati ufficiali”, aggiunge Bianchi, senza nascondere un certo fastidio per le parole di Gianelli. Riferite alla Dad ma anche a regole complesse che costringono i presidi a diventare dei “parasanitari“. Il governo ha modificato le norme proprio a ridosso del rientro in classe, a inizio gennaio, ingarbugliando ancora di più la gestione delle quarantene. E ora il ministro valuta di cambiare nuovamente le carte in tavola, viste le richieste di semplificazione dei protocolli: “Stiamo lavorando per semplificare come governo tutti insieme”.

Il ministro sottolinea: “Noi stiamo ascoltando veramente tutti e stiamo trovando il modo per permettere a tutti di gestire al meglio una situazione che però è gestibile e sotto controllo. Quindi, con grande serenità d’animo lavoriamo come sempre con tutti, ma soprattutto per tutti i nostri bambini”. In particolare per quanto riguarda la scuola primaria, Bianchi spiega che “stiamo ascoltando tutti i dirigenti, i sindaci e stiamo lavorando proprio per dare questo, per fare in modo che sia progressivamente migliore e sempre più semplice per tutti”.

“La ripresa della scuola c’è stata – spiega Giannelli – e il sistema ha tenuto, ma non avevamo dubbi su questo: questo sta avvenendo grazie all’impegno dei presidi e dei docenti e di tutto il personale. Non ci sono stati catastrofi ma c’è un enorme difficoltà gestionale. I presidi si stanno occupando solo della gestione sanitaria, non di tutto il resto”. Secondo il presidente di Anp “le regole vanno cambiate”, perché così “il sistema è complicato e farraginoso, le Asl non riescono a gestire la situazione”. “Ho letto moduli delle aziende sanitarie in cui si demanda al dirigente scolastico di disporre quarantene e isolamenti. Ci stanno usando come se fossimo dei ‘parasanitari‘, come se dicessero: ‘Decidi tu cosa fare’”, denuncia ancora Giannelli ai microfoni di Radio 24.

Una situazione frutto del continuo aumento dei contagi tra i più piccoli, che ha investito la scuola a ridosso delle vacanze di Natale e ora alla ripresa delle lezioni. Il boom di casi tra i bambini e i ragazzi lo si nota grazie ai dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità, che monitora l’andamento dei positivi anche per fasce di età. Il ministero dell’Istruzione invece per tutto l’autunno non ha fornito i numeri sulle classi in quarantena (quindi in dad), nonostante le numerose richieste arrivate anche de ilfattoquotidiano.it. La situazione è cambiata con il nuovo anno: lunedì al ministero guidato da Patrizio Bianchi hanno completato la raccolta dei dati del monitoraggio settimanale sulle assenze di docenti e alunni, le classi in dad o in ddi. Martedì (oggi) dovrebbero essere pubblicati i numeri che consentiranno di comprendere appunto com’è andata la prima settimana di ripresa della scuola con le nuove norme approvate dal governo.

Alla ripresa delle lezioni, la mattina del 10 gennaio, “era assente, perché positivo, il 3,6% del personale docente mentre in quarantena, perché contatto stretto, il 2,4%. Tra gli studenti mancavano il 2,2% a casa ammalati e il 4,5% in quarantena”. Questi i dati ufficiali comunicati la settimana scorsa dal ministro Bianchi, durante la conferenza stampa con il premier Draghi. Numeri che riflettevano la situazione al rientro dalle vacanze e da non considerare molto attendibili: le percentuali fornite dal governo facevano riferimento a un sondaggio effettuato dal ministero al quale hanno risposto solo il 63% delle scuole. Gli allarmi – ultimo quello dei presidi – che arrivano dai territori e dal personale scolastico raccontano di un’emergenza diffusa. Tanto che gli stessi dirigenti scolastici valutano ora di mettere in piedi un monitoraggio autonomo: “Non abbiamo dei dati nostri, ma stiamo pensando di organizzare un nostro sistema di rilevazione ed essendo tanti saremmo anche attendibili”, ha annunciato ancora Giannelli.

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