Reddito di cittadinanza, in un’ora trovati 3 impieghi: chi vuole davvero lavorare… svelata la farsa M5s – Liberoquotidiano.it

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Lorenzo Mottola

Per illustrare il nostro piccolo esperimento dobbiamo partire da qualche numero. In Italia vivono oggi 2,2 milioni di disoccupati, ovvero secondo la definizione Istat “persone che dichiarano di aver effettuato almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro nell’ultimo mese”. Sempre in Italia, oltre un milione di famiglie riceve il reddito di cittadinanza, il che significa che almeno un adulto in casa ha firmato una “Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro”. Questi sussidi, è utile ricordarlo, nascono come una misura di sostegno a chi sta cercando un impiego. Da qui la domanda: come è possibile che gli operatori del turismo lamentino una mancanza di almeno 300.000 addetti? Come mai le aziende di trasporti non riescano a trovare fattorini? E quelle di autobus gli autisti? Mancanza di collegamento tra domanda e offerta? Proviamo a verificare. Abbiamo provato per 24 ore a cercare nella maniera più pigra possibile un lavoro facendo girare un curriculum contraffatto, simulando un profilo professionale tutto sommato modesto. Il risultato: dopo un’ora eravamo stati contattati cinque volte e quello stesso pomeriggio avevamo trovato tre posti. Uno voleva farci iniziare 48 ore dopo. Insomma, forse abbiamo scoperto qual è davvero il trucco per trovare un lavoro: cercarlo.

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IL METODO

Il metodo che abbiamo utilizzato è il seguente. L’età media di un percettore del reddito di cittadinanza è 36,6 anni. Noi abbiamo scelto un candidato un po’ più vecchio, 40 anni. Il nostro avatar è un uomo diplomato (maturità classica, per essere il meno pratici possibile) che dal 2000 a oggi ha lavorato solo nel minimarket di famiglia a Capiago Intimiano, provincia di Como. Nessuna esperienza al di là di questo e con un inglese da bifolchi. Con patente. Per rendere realistico l’esperimento, non abbiamo esagerato con i tentativi. Ci siamo limitati a rispondere a 38 annunci usando un singolo motore di ricerca, subito.it, concentrandoci sulla provincia di Milano, dove abbiamo trovato ben 150 pagine di inserzioni di aziende e di privati in cerca di collaboratori. Da notare: in qualche caso abbiamo anche fatto gli schizzinosi: niente McDonald’s, perché il nostro uomo non ama l’odore di fritto. Alle 13 di lunedì sono partiti i primi curriculum. Alle 13.10 è arrivata la prima mail di risposta. Si trattava di una ditta di trasporti che abbiamo richiamato con aria svogliata qualche ora dopo. E immediatamente è arrivata l’offerta. L’impresa si occupa di consegne per conto di una nota catena di ristoranti. Niente di impegnativo. Orari: dalle 7.30 alle 16. Stipendio: 1200 euro netti. “Vieni quando vuoi”. Due mesi di contratto previsti. Senza neanche guardarci in faccia, limitandosi a una foto.

LA PARTENZA

Poco dopo è stata la volta di un’azienda che si occupa di catering di lusso. In questo caso non ci hanno parlato di cifre ma ci hanno fissato un colloquio per il giorno successivo. Andando sul loro profilo Facebook si scopre che sono mesi che cercano personale. Pochi minuti dopo è arrivata un’altra telefonata simile da parte di un’azienda di collocamento privata, che ci ha fissato un altro incontro insistendo sulla grande disponibilità di impieghi nella ristorazione e negli hotel. “Non si trova gente”, dicono. Lo conferma il fatto che nel giro di qualche minuto ci ha chiamato anche una famosa pizzeria del centro di Milano. Il titolare voleva vederci il giorno stesso, ma abbiamo fissato perla giornata successiva. Nel frattempo è arrivata una seconda offerta concreta. Cercavano qualcuno che collaborasse nella gestione di appartamenti per affitti brevi. Dopo ogni uscita, ripulire tutto e portare a stirare la biancheria. Dieci euro l’ora, con maggiorazioni nel weekend. Abbiamo dovuto rifiutare anche perché il nostro datore di lavoro voleva farci iniziare nel giro di due giorni. Non trovava nessuno per aiutarlo.

IL GIORNO DOPO

La mattina successiva è stata la volta di un’azienda che si occupa di arruolare fattorini per Amazon. L’offerta è la seguente: 9.72 euro all’ora lordi più 18 euro al giorno come rimborso spese. Contratto di tre mesi e 42 ore di lavoro garantite. Facendo due conti, si arriva a 1700 lordi più circa 400 di rimborsi (18 per ogni giornata di lavoro), che però probabilmente in buona parte ci toccherà spendere in benzina. In tutto, a spanne, siamo sui 1800 netti. Per chi vuole, c’è anche la possibilità di integrare con qualche ora la domenica, con una maggiorazione del 50% sulla tariffa normale. Da notare: in questo caso prima di partire sarebbe stato necessario un colloquio, ma le prospettive sono ottime, ci spiega un’impiegata. Amazon a Milano, dice, assume una decina di persone ogni settimana. Più che altro si tratta di capire se la persona è affidabile e rispetta gli orari. La paga, comunque, pare buona. L’offerta peggiore, invece, è arrivata da un villaggio vacanze. Il tipo di impiego non è neanche chiaro: potremmo essere spediti al “kids club” per tenere a bada i figli molesti degli ospiti o finire sul palco a cantare facendo la figura degli imbecilli. “Come te la cavi col microfono?” ci chiede il capovillaggio. Noi abbiamo ribadito di non sapere fare assolutamente nulla, ma lo stesso ci è arrivata l’offerta: 500-600 euro con vitto e alloggio. “Mi rendo conto che alla sua età non è il massimo”, ci hanno detto. Telefonata chiusa. Non lo mettiamo nel conteggio dei lavori trovati, perché abbiamo rifiutato noi. La campagna è stata chiusa alle 13 di martedì, con un’eccezione. Ci siamo presentati alle 15 nella pizzeria del centro città per provare a fare almeno un colloquio faccia a faccia per un posto da “aiutante”, sia in sala che in cucina. Partiamo dai soldi: per una persona senza la minima esperienza, ci spiega il titolare, si parte da 1200 euro netti. “In prova per tre giorni poi vediamo come va”. La chiacchierata è finita comunque male, “tu fai troppe domande, c’è qualcosa che non torna”. Ci ha smascherati. E poi si è sfogato: “dicono che non troviamo personale perché sfruttiamo la gente, ma un cameriere con le mance arriva a prendere 2000 euro”. Come mai non si trova personale? “Tanti preferiscono fare i fattorini da Amazon. Ma a loro dico: ricordatevi che da camerieri lavorerete sempre, da quelli chissà…”.

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CONCLUSIONE

In tutto, in 24 ore di timida ricerca siamo stati contattati da 9 persone, su un totale di appena 38 curriculum spediti. Senza contare le offerte che stanno continuando ad arrivare fuori tempo massimo. Una sola telefonata è andata male: una società cercava camerieri con esperienza per alberghi di lusso. Ma vista la nostra scarsa esperienza siamo stati scartati. Per il resto, il lavoro non pare mancare. Ovvio, ci siamo concentrati su Milano, ma per guadagnare può anche capitare di cambiare città. Forse però oggi è più comodo vivere di sussidi. Diceva Milton Friedman: «Se tu paghi la gente che non lavora e la tassi quando lavora, non esser sorpreso se produci disoccupazione». P.s. nel caso aveste ricevuto lunedì un curriculum da parte di un diplomato di Capiago, per favore smettetela di chiamare. Grazie.

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